Un’avventura ai confini della realtà dove si parla di cozze che danno superpoteri, quadrifogli che non vogliono aprirsi, raggi energizzanti, supereroi sonnolenti e persino dell’ispettore Derrick
AVVERTENZA Questa storia contiene alcuni passaggi un po’ cruenti. Se ne sconsiglia la lettura alle persone facilmente impressionabili o con intolleranza alimentare alle cozze.
PRECISAZIONE Nonostante tutto sia andato per il meglio,questo viaggio vi auguro di non doverlo mai fare o perlomeno di farne solo una parte, senza l’esperienza ospedaliera. Coloro che hanno l’abitudine di leggere i nostri racconti di viaggio saranno sorpresi dalla particolarità di quello che sto per raccontarvi.
Innanzitutto per noi della « Merle desorganized tour » si tratta del primo viaggio completamente organizzato , e poi per la prima volta la scelta della destinazione non è stata affidata al nostro gatto Taddeo (speriamo che non si sia offeso) dato che tutto é stato organizzato dall’ospedale Cochin di Parigi in collaborazione con l’ospedale universitario di Lille.
Ma procediamo con ordine.
L’idea di trascorrere quattro giorni nel Nord della Francia e precisamente a Lille viene dal fatto che io devo subire un intervento particolare chiamato Gammaknife per il quale in Francia sono attrezzati solo due ospedali : a Marsiglia e a Lille. Si tratta di un sistema di radiochirurgia detta stereotassica che permette di trattare tutti i tumori della testa che non sono operabili con la tecnica classica andando a colpire soltanto i tessuti malati, senza danneggiare quelli sani circostanti.
L’ospedale Cochin dove sono seguita per la malattia di Cushing ha spedito la mia documentazione clinica all’ospedale universitario di Lille e dopo solo tre settimane di attesa ho ottenuto un appuntamento per il Gammaknife il 31 marzo con ricovero il 30.
Due carissimi amici, Orietta e Axel che vivono a Lille ,ci ospiteranno durante il soggiorno. Capita a pennello, non li vediamo da tempo, sarà bellissimo ritrovarci.Insomma, tutto si presenta per il meglio, soprattutto io sono impaziente di provare questo famoso gamma-knife che sebbene sia una soluzione di ripiego resta pur sempre la sola opportunità per me di andare in remissione dal Cushing.
Due settimane prima del ricovero ho ricevuto la convocazione dell’ospedale accompagnata da qualche foglio da riempire per la mutua e dalle istruzioni sul da farsi prima del trattamento. In particolare c’era uno schéma buffissimo con le istruzioni per lavarsi:“fare una doccia con il sapone di Marsiglia”,specificando bene dall’alto verso ilasso, con tanto di freccia e disegni. E insistendo su certi punti, sempre con frecce e disegni. Il personale all’entrata verificherà le condizioni igieniche e nel caso non fossero soddisfacenti potrà rifiutare di eseguire l’intervento. Inutile dire che da una settimana non faccio altro che lavarmi. C’è stato un periodo in cui era di moda regalare saponi e ne abbiamo un armadio pieno, è il momento di farne fuori qualcuno: naturalmente non abbiamo neppure mezzo sapone di Marsiglia.
Abbiamo deciso di partire la domenica ,un giorno prima del mio ricovero, per poter trascorrere la giornata insieme a Orietta e Axel e vedere con loro le esposizioni di Lille XXL che si svolgono in tutta la città fino a Luglio. Alle 5 e mezza di domenica sono già sveglia ,mi ci vuole un bagno caldo di un’ora per rilassarmi, non ricordo di essere mai stata tanto pulita.
L’essenziale del bagaglio è pronto dal giorno prima:
- i CD della colonna sonora del viaggio : Franco Battiato, Philip Glass, Alain Bashung e Wim Mertens e una selezione delle opere maggiori di Philip Glass che porterò con me nel Gamma-Knife.
- un enorme sacchetto di bolle di sapone giganti per festeggiare l’uscita dall’ospedale,
- un vasetto con un quadrifoglio che secondo i miei calcoli dovrebbe aprirsi proprio il martedì 31 ma che per ora continua a crescere chiuso (sarà alto 15 cm).
- e (fondamentale) la lista delle cose per cui vale la pena vivere, lista che aggiorno regolarmente e che porto con me per consultarla nei momenti difficili.
Le macchine fotografiche: la Nikonona per le foto di Lille da mettere su Panoramio e la compatta per le foto-ricordo all’ospedale.
Per l’occasione ho anche un telefono cellulare , ma naturalmente non so mandare né leggere messaggi, so solo telefonare e rispondere, certo che per una che sta per avere un’esperienza ai confini della realtà non è un granché.
*** Partenza alle nove e mezza circa, la macchina piena di bagagli, dischi e talismani, il quadrifoglio davanti al freno a mano. Sull’autostrada ci fermiamo all’autogrill per un caffè, Philippe mi indica un espositore pieno di Saponi di Marsiglia di tutti i colori. Sorridiamo pensando all’armadiata di saponi che abbiamo a casa e ne compriamo uno alla violetta perché si intona con la mia tenuta ospedaliera.
Arriviamo a Lille per pranzo sulle note di “Quatre mains” di Wim Mertens; Axel e Orietta ci salutano dal balcone. Dopo pranzo usciamo a vedere Lille XXL. Il tema della manifestazione é un viaggio verso l’est vent’anni dopo la caduta del muro di Berlino partendo dalla Germania fino al Kazakhstan, 5 fusi orari più lontano. La prima tappa della nostra visita a Lille XXL è la stazione Saint Sauveur rinnovata per l’ occasione.
Al suo interno ci sono diverse esposizioni tra cui « Hotel Europa » che é una ricostruzione di stanze e appartamenti dell’ ex Germania dell’est. C’é persino la stanza dell’ispettore Derrick. 
Poi andiamo a vedere “Les anges-demons”, sculture di polistirene ricoperte di resina nera alte 6 metri,realizzate dal collettivo artisti russi AES+F che si trovano lungo la rue Faidherbe davanti alla stazione ferroviaria. 
Continuiamo con un giro nel centro storico di Lille facendo qualche fotografia ma io non sono molto in forma e non sono ispirata.
La specialità gastronomica di Lille sono le Moules Frites (cozze con le patate fritte), qui si mangiano le migliori al mondo. Nei giorni della “Braderie de Lille”, quando la città diventa tutta un mercatino in cui ognuno vende quello che lo ingombra, si mangiano cozze a tutte le ore e c’è l’usanza di buttarne i gusci in strada a formare dei mucchi e alla fine della Braderie si dichiara campione il ristoratore che ha fatto il mucchio più alto. Per cena andiamo al ristorante “la Chicorée” che conosciamo già per le sue ottime moules. Viene servita ad ognuno di noi una casseruola piena di cozze. Pensa se fossero come le noccioline di SuperPippo!!!
Ora le mangio, cosi’ mi trasformo in SuperSilvia ,la guerriera del Gammaknife con i suoi superpoteri. Secondo me funziona, mi sembra che mi stia venendo un inizio di calzamaglia.
Tornati a casa guardiamo sulla pianta della città dove si trova l’ospedale per l’indomani: è molto vicino, ci si arriva in dieci minuti ma io programmo la partenza un’ora e un quarto prima per stare tranquilla.
***
Dormiamo benissimo a casa di Orietta e Axel, la mattinata del lunedì è dedicata al rilassamento ,si ascoltano Wim Mertens , Philip Glass e un po’ di Cacciapaglia. Alle undici faccio l’ultima doccia dall’alto al basso ma stavolta con il sapone di Marsiglia alla violetta, vuoi mettere,mi sembra persino che mi siano andate via un po’ di lentiggini a forza di lavarmi.
Pranziamo presto, il quadrifoglio non si è ancora aperto nonostante le cure di Philippe che gli massaggia persino la terra , Orietta mi fornisce due talismani a forma di quadrifoglio: una cartolina e un portachiavi. Ascoltiamo una volta “Psyche Rock” di Pierre Henry per darci la carica e partiamo per l’ospedale in largo anticipo come previsto.
L’ospedale universitario è enorme, una vera e propria città, troviamo senza difficoltà la neurochirurgia. Alle pareti del reparto sono appese immagini del cranio in sezione e illustrazioni del gammaknife. La mia compagna di camera è arrivata già al mattino, una ragazza sui 25 anni che ha problemi ad una mano e che mi annuncia subito che la televisione è in panne. Io le dico che per me è anche meglio dato che io la televisione non ce l’ho neppure a casa, lei mi guarda come se fossi appena sbarcata da un’astronave. Chiama subito il tecnico che ripara la televisione all’istante e lei sembra rilassarsi.
Sento che qui mi troverò bene, viene subito l’inserviente che si occupa dei pasti per sapere se abbiamo qualche intolleranza alimentare, io non mangio carne e la mia vicina non mangia verdure, ci facciamo una bella risata , avremmo potuto metterci d’accordo tra di noi.
Inizio a disporre le mie cose e mi accorgo che il mio comodino è in realtà un frigorifero: accidenti, se lo avessi saputo avrei fatto una scorta di supercozze.
Un’infermiera viene a spiegarmi il funzionamento del gammaknife e a dirmi il programma per l’indomani.
Riguardo al gamma-knife io so già tutto,l’associazione delle malattie rare mi ha messo in contatto con Christelle, una ragazza che ha fatto l’intervento qualche mese fa nello stesso ospedale e che mi ha spiegato tutto, poi ho guardato su Internet e mi sono preparata psicologicamente. La chirurgia stereotassica si avvale di un sistema computerizzato, associato a un casco che viene fissato (DA SVEGLI !!!) con delle viti alle ossa craniche, e che in pratica solidarizza il cranio del paziente con i vari strumenti di diagnostica per immagini, e che serve al chirurgo per ritrovare le coordinate visualizzate sulle immagini radiologiche. I dati anatomici vengono calcolati al computer e proiettati lungo le tre dimensioni dello spazio. E' quindi possibile calcolare con estrema precisione il bersaglio da centrare. L’operazione di per sé è indolore, incolore,insapore e inodore, si sente solo un po’ di musica; quello che è impressionante è la posa del casco sulla testa da svegli e il fatto di avere la testa imbullonata per qualche ora.
La mia amica Maria è rimasta traumatizzata da questa esperienza, tutti dicono che sia molto impressionante, io mi ripeto il motto della Royal Clown Company di cui faccio parte : “Va tutto bene ma nessuno lo sospetta”.
Il programma prevede per oggi solo un prelievo di sangue e una doccia alla betadina.Domani invece sarà una giornatona: sveglia alle cinque e mezza, doccia alla betadina e preparazione. Alle sette e mezza partenza per il gammaknife, rientro previsto verso le quattro del pomeriggio. Temo che sarà una giornata molto dura per Philippe, è difficile dovere aspettare per tutte quelle ore. Con Philippe andiamo a vedere i manifesti del gammaknife che sono lungo il corridoio. Le immagini sono molto rassicuranti, la paziente nelle foto è, naturalmente, molto carina, ben pettinata e vestita come fosse dal parrucchiere, ad un certo punto la si vede addirittura seduta in poltrona leggendo una rivista con il suo bel casco come se aspettasse che la permanente prenda. Fosse davvero cosi’, ci metterei la firma.
Alle sei e mezza vengono Axel e Orietta a trovarmi, è l’ora di cena ,per me c’è un filetto di tacchino accompagnato da penne al formaggio e melanzana. Le porzioni sono enormi, mi faccio un’abbuffata di penne e propongo il tacchino a Erika,la vicina. Ottima cena, da mezzanotte in poi sarò completamente a digiuno, non potrò neppure bere, Orietta che mi conosce bene mi procura due barrette di cioccolato, una bianc e una nera tanto oramai la mia dieta è interrotta. Da quindici giorni ho dovuto sospendere la terapia per bloccare il Cushing e sto gonfiando a vista d’occhio, mi sento un pallone.
Accompagno i miei supporters all’ascensore e torno in camera, la mia vicina è rimasta impressionata dalle spiegazioni dell’infermiera e mi chiede come faccio ad essere cosi’ calma con quello che mi aspetta. Non glielo dico ma non lo so neppure io. Dopo la doccia della sera con betadina (neanche a dirlo dall’alto al basso), due infermiere vengono per darmi un calmante, mi viene da ridere dico loro non ce n’é bisogno, che è molto più difficile svegliarmi che farmi dormire ma nessuno mi crede. Non mi daranno il calmante ma le infermiere verranno durante tutta la notte per controllare che io dorma, svegliando ogni volta la mia vicina che invece ha il sonno leggerissimo. Come previsto mi addormento mentre alla televisione c’è un telefilm americano che sta ipnotizzando Erika e dormo come un angioletto. ***
Alle cinque e mezza un’infermiera prova a svegliarmi senza riuscirci; Erika é sveglia e le spiega che ho il sonno pesante, le consiglia di accendere la luce. Neanche la luce mi sveglia, ci vorranno parecchi scossoni per farmi aprire un occhio. Rimango ad osservarla per almeno due minuti chiedendomi chi sia questa signora e poi esordisco con un “Ah, già, il Gammaknife” che fa molto ridere le infermiere e la mia compagna di stanza.
Dopo la doccia del mattino con Betadina, indosso un bellissimo abitino di cartatessuto blu con cappellino (più tardi mi daranno anche le scarpette). L’infermiera mi mette la flebo e mi dà tre pastiglie: un antiinfiammatorio, una pastiglia per lo stomaco e un calmante: indovinate quale delle tre mi fa effetto immediato…ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ.
Alle sette e mezza sono pronta per andare,il barelliere mi lascia prendere la macchina fotografica ma mi fa lasciare in camera il CD di Philip Glass. Sblocca il freno del letto e partiamo. La prima tappa è la stanza della posa del casco. Per prima cosa mi mettono gli elettrodi per monitorare il cuore. C’é da aspettare un po’perché nel frattempo Gustavo (chiamano cosi’ il medico che si occuperà di me) é occupato con un ‘urgenza.
Tutto intorno a me ci sono pezzi di casco smontati , apparecchi di ogni tipo e attrezzi come al garage. Sono presa da un invincibile bisogno di sonno e improvviso una dormita da seduta. L’infermiera mi fa notare che non sembro molto in ansia e credo si domandi se sia il caso di somministrarmi un anestetico. Finalmente arriva Gustavo,sulla quarantina con i baffetti alla Salvador Dalì e molto sorridente, vedendolo ho la certezza di essere in ottime mani. Potrei quasi continuare a dormire. L’infermiera mi mette la mascherina con il gas e mi appoggia il casco sulla testa, Gustavo mi dice di respirare forte e comincia le iniezioni. In tutto ci saranno quattro viti quindi quattro punture, due sulla fronte e due sulla nuca. Le punture sono forse la cosa che temo di più, non so cosa aspettarmi, l’infermiera mi dice che è come dal dentista, se è così sarà meglio che lo cambi, il suo dentista, deve essere un cane.
L’effetto è completamente inatteso, mi aspettavo una specie di pizzico e invece fa un effetto strano come di qualcosa che gonfia e che schiaccia la testa,Gustavo fa le quattro punture in senso antiorario partendo dalla nuca molto rapidamente e poi incomincia ad avvitare,dapprima a mano, poi con una specie di cacciavite. Quando ha finito mi avverte che sentirò stringere ma che in seguito sarà come se il casco lo avessi sempre portato e comincia a stringere i bulloni laterali. Mi sento come se mi stessero stritolando la testa che scricchiola anche un po’, impossibile non pensare all’”abominevole Dr.Phibes “, leggendario film in cui il dottor Phibes (Vincent Price), scampato ad un tremendo incidente stradale nel quale ha perso la vita sua moglie, si vendica di tutti i medici che non hanno fatto il possibile per salvare la consorte infliggendo loro atroci pene ispirate alle dieci piaghe d'Egitto. Per l’invasione delle rane, è memorabile la scena dello stritolamento del cranio del dr. Hargreaves (Ken Scott) mediante una maschera a forma di rana . Proprio quando comincio a pensare che sarei finita anche io così, Gustavo smette di stringere e non sento più alcun male. Sono fiera di me, ho sopportato benissimo, ci facciamo anche due risate. Tutto sommato pensavo peggio. Sotto l’abitino blu si comincia ad intravedere la calzamaglia da supereroe. 
A questo punto mi mettono un secondo casco semisferico trasparente e tutto bucherellato che serve a prendere le coordinate della mia testa in modo da poter calcolare con precisione ultramillimetrica la traiettoria delle radiazioni. Accidenti, mi sento come se stessi entrando in un’altra dimensione. Nel corridoio vedo un mio simile che sta aspettando per lo scanner. Intuisco che c’é anche un’altra persona, che é una donna e che ha la macchina fotografica come me, non era mai successo prima e oggi siamo due fotografe, incredibile, questo fa molto ridere i tecnici.
Mentre aspetto per fare lo scanner ne approfitto per fare una pisa. Lo scanner è piuttosto veloce, la cosa più lunga è la fissazione della mia testa nell’apparecchio. Faccio un altro viaggio con il mio lettino e mi metto ad aspettare per la risonanza magnetica. Mi mettono un sopra-casco tutto pieno di bulloni che viene fissato sull’apparecchio ed entro nella macchina. La macchina si prepara ma non parte, l’infermiera viene a riaprirmi,tocca due o tre manopole e poi si riparte. Di nuovo niente, continuerò ad entrare e uscire dalla macchina per una buona mezz’ora in cui verranno tutti i tecnici disponibili per capire perché la macchina non vuole partire. All’inizio la cosa mi fa anche ridere, scherziamo con i tecnici che continuano a riempire lo spazio al di sopra della mia testa con oggetti di ogni tipo per “fare massa” poi comincio a temere che mi dicano che si deve sospendere il tutto e sono un po’ meno allegra. Finalmente all’ennesimo tentativo sento il picchiettio tipico della risonanza :una sinfonia per le mie orecchie!!! Ne ho per 25 minuti, quasi quasi mi faccio una dormita.
Uscendo dalla sala guardo la macchina da cui sono appena uscita e mi pare un forno a legna con una pizza dentro, deve essere l’ora di pranzo. E infatti sono già le due, un tecnico mi parcheggia nel corridoio vicino alla mia collega fotografa. « Ma io sono come lei ? » mi dice guardandomi stupita. Credo di si’ ma per saperlo possiamo farci due foto. Detto fatto, siamo bellissime naturalmente, come direbbe Philippe due “Mozzafiocche”, soprattutto lei che ha le unghie verdi con i brillantini!!! Lei mi racconta di volere delle foto per farle vedere a sua zia che non crede possa esistere una cosa del genere.
Il mio pranzo freddo é stato dimenticato, ma subito me ne servono uno caldo : polpette e riso, antipasto con uovo sodo e carote e dessert al cioccolato, la mia vicina mi guarda con invidia, lei ha avuto un’insalatina; le propongo le mie polpette e mi tuffo sul riso.Non è difficile mangiare con il casco, anzi è piuttosto divertente e poi aiuta a mangiare lentamente che fa bene alla salute. Passa il tecnico a chiederci se vogliamo una rivista, poi se vogliamo un caffè ma noi non abbiamo bisogno di niente.
Stiamo aspettando che i dottori facciano i calcoli dell’intensità e del tempo di irradiazione necessari, ci vuole molto tempo sono calcoli estremamente precisi, io nell’attesa mi faccio una pennichella, la mia collega non osa appoggiare la testa con il casco sul cuscino , le fa impressione, io oramai sono una professionista. Mi sveglia il solito tecnico per annunciarmi che passerò per ultima e che la mia simile ne avrà per 55 minuti. Mi giro dall’altra parte e continuo a dormire per altri cinquantacinque minuti.
Quando mi sveglio lei é uscita, sento che le chiedono come é andata quando le hanno tolto il casco, mi conforta molto sentire che non é stato traumatico, in ogni caso danno un antidolorifico con la flebo. Esce il tecnico e mi annuncia che per me basteranno 29 minuti, meno male perché penso che Philippe si stia preoccupando dato che é molto più tardi del previsto.
Finalmente tocca a me, entro nella stanza del famoso Gammaknife!!! Noto subito che la macchina porta il numero 8, il mio numero preferito. Questa volta il rito dell’imbullonatura è molto più lungo e complicato. Sono in tre ad occuparsene, sento avvitare bulloni e chiudere serrature tipo scarponi da sci. Poi il tecnico mi scatta qualche foto. Io sto pensando che tutto fino a qui è andato per il meglio e che sarebbe stato perfetto se avessi il CD di Philip Glass quando torna Gustavo che mi chiede se, con il nome che mi ritrovo, mi piace la musica classica. Altroché se mi piace! Mi dice di non avere niente di Rossini, mi piace Verdi? Ma scherziamo, se mi mette il Trovatore glielo canto tutto!!

Rimango sola, la macchina parte, vai che diamo una bella bruciacchiata alla bestiaccia!!!! Dopo due o tre pezzi classici a me sconosciuti , riconosco l’”ouverture del Guglielmo Tell” e la voce di Gustavo “Ha visto che le ho trovato Rossini? ”Eccezionale, questa è anche meglio di Philip Glass, non oso rispondere come vorrei, ho paura di muovermi anche se sono imbullonatissima ma trovo geniale la scelta del pezzo di Arancia Meccanica, fin dall’inizio il casco mi fa pensare a questo film. Mi rilasso con la musica ma questa volta non dormo, ogni tanto apro gli occhi per verificare se ci vedo sempre , ho un po’ paura che un raggio colpisca il nervo ottico, anche i supereroi hanno momenti di debolezza. Mi viene da ridere pensando che magari c’è una mosca che è entrata nella macchina come nell’”esperimento del Dottor.K” altro film leggendario con Vincent Price e curiosamente scoprirò più tardi che Margaux ha avuto la mia stessa idea.
Alla fine del trattamento un medico viene e chiedermi se accetto che un gruppo di studenti venga ad intervistarmi; certo che accetto, il tecnico mi prende la mano per farmi scendere la scaletta e lì penso che ci vorrebbe un applauso perché sono stata proprio brava e invece niente, solo una breve intervista e poi gli studenti ci lasciano soli perché il momento è della massima importanza: dopo circa dieci ore che lo porto è venuto il momento di togliere il casco.
Il tecnico prova a svitare con una specie di chiave inglese ma non riesce ad allentare nessuna delle quattro viti. Ad un certo punto fa un tale sforzo che la chiave salta e cade per terra. Gli chiedo se dovrò tenere il casco e mi dice che ogni tanto succede che un paziente rimanga col casco per sempre, in quel caso gli regalano un berretto. Incominciamo a scherzare su questo ipotizzando tutte le soluzioni più strane per riuscire a toglierlo. Alla fine ci riuscirà dando delle martellate sulla solita chiave inglese, mi sembrava di essere dal meccanico ma non mi ha fatto male. Mi mettono dei cerotti sulle ferite e un bellissimo turbante sulla testa e ci congediamo. Un barelliere mi riporta nella mia camera, sono le sei e un quarto. Mentre scorrazziamo per i sotterranei dell’ospedale, io sono seduta sul letto in posizione fior di loto, mi rendo conto che è tutto finito e cerco di capire come mi sento: fisicamente benissimo, molto riposata con tutto quello che ho dormito, il dolore è sopportabilissimo e di morale…non so cosa ci fosse in quei raggi ma è come se fossero energizzanti.
E’ come se mi avessero dato i superpoteri per sconfiggere il mio nemico, mi sembra che si avvicini il momento in cui mi riconoscerò guardandomi allo specchio, potrò rientrare nei miei vestiti, guidare senza temere di addormentarmi, mi ricorderò del libro che ho appena letto, potrà ricominciare a fare il clown, ballare senza ’ansia di rompermi qualcosa e mangiare normalmente…la lista delle cose da fare è lunghissima.
Philippe e Orietta stanno aspettando nel corridoio dalle quattro. Sono contentissimi di vedermi, li ho fatti stare in pensiero, io sono gasatissima e felice, chiamo tutti per dire che è andato tutto per il meglio. Il mio cellulare non smette di suonare, ho avuto una tifoseria quasi da stadio, in studio aspettano le mie foto con il casco, chiamano tutti tranne la mia endocrinologa .
E’ ora di cena e finalmente ho un piatto senza carne: patate e fagiolini!!! Non era difficile. Orietta e Philippe hanno previsto degli extra: Vieux Lille,uno dei formaggi più puzzolenti del sistema solare tipico di Lille, fragole e praline di Benoit, la dieta é ufficialmente rotta ancora per un giorno ma l’occasione lo merita senz’altro. La vicina ride vedendo la mia euforia, si aspettava di vedermi tornare distrutta e invece mi ritrova con la calzamaglia da SuperSilvia.
Vengono le infermiere per sapere come è andata e anche loro sono sorprese della mia reazione, sto talmente bene che chiedo che mi tolgano la flebo subito, il dolore è più che sopportabile per un supereroe come me. Alla televisione c’è una trasmissione che dovrebbe far scoprire dei nuovi cantanti, alcuni sono davvero stonati ma Erika segue con passione ed è molto presa dalla gara. Io leggo un po’, ricevo ancora qualche telefonata e poi vado a dormire. L’ultima cosa che sento è la voce della vicina: « Non ho mai visto una donna come lei ».
***
Quando mi sveglio alle sette c’è già Garfield alla televisione, facciamo colazione poi c’è la visita dei medici. Appena vedo Gustavo gli salterei al collo, mi trattengo dal farlo e lo accolgo canterellandogli l’ouverture del Guglielmo Tell, lui fa altrettanto sotto lo sguardo stupito degli “interni” che lo accompagnano. Gli dico di avere particolarmente apprezzato il riferimento ad Arancia Meccanica e lui confessa di non averci neppure pensato, è stato un caso. A questo punto diventa serio e mi ricorda che gli effetti del gammaknife cominceranno solo tra sei mesi e che ci vorranno anni perché l’adenoma sia distrutto e potrebbe non esserlo mai,nel frattempo dovremo cercare di bloccare la malattia con le medicine… Ma io tutto questo lo so già, adesso voglio solo uscire di qui e farmi ancora una dose di supercozze.
Ottengo il permesso di uscire prima, alle undici in punto Philippe si materializza sulla porta con il sacchetto delle bolle di sapone, saluto tutti, gli infermieri mi cantano Bella Ciao e mi consigliano di mangiare un “merveilleux” prima di partire da Lille. Saluto Erika che sta guardando un cartone animato giapponese e le regalo la mia coccinella portafortuna. Orietta ci aspetta all’ingresso, insieme andiamo a fare le bolle di sapone nello spiazzo davanti all’ospedale, il vento le porta lontano…ottimo segno. 
Insieme ad Orietta torniamo alla maison folie Wazemmes dello studio olandese Nox (arch. Lars Spuybroek), una ex filanda trasformata in spazio espositivo e residenza di artisti nel 2004 quando Lille è stata città europea della Cultura insieme a Genova. Ne avevo un bellissimo ricordo e stavolta rimango delusa; dopo soli cinque anni l’edificio è molto degradato, sporco e vandalizzato. Andiamo a comprare il famoso Merveilleux, il dolce fatto di meringa che mi hanno "prescritto “ all’ospedale e ritroviamo Axel per i saluti finali e il pranzo a base di cozze. All’uscita del ristorante Philippe si china per raccogliere qualcosa da terra e mi nsegue dicendo “Silvia, ti è caduta questa” porgendomi una grossa vite. Scoppiamo a ridere tutti e quattro, la vite la terrò per ricordo.
Alle tre carichiamo i bagagli , mettiamo il quadrifoglio ancora chiuso davanti al freno a mano e ripartiamo per Parigi. Solita colonna sonora, ci sentiamo molto sereni e rilassati, meglio di così non avrebbe potuto andare, i bei momenti hanno prevalso su quelli meno belli. E’ proprio vero che “Va tutto bene ma nessuno lo sospetta”.
PERSONAGGI PRINCIPALI | Silvia ROSSINI | la guerriera del Gamma-knife la donna più pulita del mondo grazie alle docce dall’alto in basso la detentrice del record planetario di dormite durante il gamma-knife | | Philippe MERLE | il compagno di avventure ideale il marito apprensivo l’autista di ambulanze l’innaffiatore di quadrifogli il miglioratore di pasti ospedalieri | | Orietta e Axel | i superamici ospitanti i confortatori di mariti apprensivi i fornitori di talismani e di ottime praline | | Dr.Gustavo Touzet | l’imbullonatore di caschi il disc-jockey del Gamma-Knife | | Erika | la compagna di stanza teledipendente | MUSICHE Open the kingdom di Philip Glass
4 mains e Iris di Wim Mertens
Ouverture del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini
RIFERIMENTI CINEMATOGRAFICI
L’abominevole Dr.Phibes Robert Fuest 1971 con Vincent Price e Joseph Cotten
L’esperimento del Dr.K. Kurt Neumann 1958 con Vincent Price
Arancia Meccanica Stanley Kubrick 1971
HANNO FORNITO ENERGIA ALLA GUERRIERA DEL GAMMA-KNIFE i familiari e gli amici italiani e francesi in collegamento telefonico o telepatico, il personale del reparto di neurochirurgia - Gamma-knife - dell’ospedale Universitario di Lille, Christelle dell’Associazione Malattie Rare delle surrenali che mi aveva spiegato tutto prima, la mia amica Maria, Taddeo che ha trascorso La giornata di martedì facendo le fusa acciambellato sul mio maglione, le nipotine Camilla e Gaia che hanno inviato onde positive alla loro “superzia” e Naturalmente le supercozze della Chicorée.
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Un messagio di benvenuto a Stefania e a tutte le persone nuove!!! Continuate a scriverci e a seguirci!!!
Ciao ragazzi....bellissimo sito e bellissima iniziativa.....ho anche io questo "ospite sgradito" in testa!...1bacione grande grande e in bocca al lupo a tutti quanti!!!!!!
Grazie Nadia, l'esame dei seni petrosi li ha fatti a Milano tuo figlio o tutto a Pisa? Grazie
Grazie valeria,farò sapere ora devo trovare un buon medico Ciao
ciao e scusami se ti rispondo solo ora.. allora a me hanno dato per quasi due mesi il nicetile, 3 volte al giorno,l'expose, il b-total ( o qualcosa di simile ) e il laroxyl. siccome il mio corpo n...